Nuovi approcci terapeutici per le Emorroidi e le vene varicose

La medicina si evolve per fortuna!

Scultura raffigurante una gamba con varici offerta agli dei come voto per ottenere la guarigione.

Sapete che ci occupiamo di vene varicose da molto tempo ma non tutti sanno che da anni trattiamo le Emorroidi con la stessa metodica con cui trattiamo con successo le vene varicose……perché le Emorroidi sono vene varicose!
Fino a qualche anno fa il loro trattamento era affidato al chirurgo che ricoverava il paziente, lo operava in anestesia totale o con la spinale, dopo una degenza di un paio di giorni (perdita dell’attività lavorativa) lo dimetteva per poi ricontrollarlo per togliere i punti, controllare la ferita, e così via.
Lo stesso avviene nell’infarto cardiaco.
Fino a qualche anno fa si parlava di bypass coronarico, intervento a cuore aperto con una lunga degenza in terapia intensiva; oggi tutti sanno che si fa l’angioplastica e si utilizzano “gli stent” ovvero dei tubicini inseriti nelle coronarie per tenerle aperte (intervento non più di pertinenza cardiochirurgica ma del cardiologo interventista o emodinamista!).
Il giorno dopo l’evento il 90% dei pazienti torna a casa e conduce una vita regolare!
Oppure ricordiamo cosa succedeva (e cosa succede ancora oggi) a tutte quelle donne che lamentavano dolori al basso ventre con il ciclo mestruale o durante il coito.
Quante volte sentivate una donna dire di aver avuto l’asportazione di utero ed ovaie (lo “strappamento”).
Oppure quante sono le donne che lamentano dolori alla schiena (ma gli esami della colonna sono ok, così come quelli della postura), stanchezza cronica e fastidio nella zona genitale che vengono trattate empiricamente con antibiotici o con la pillola anticoncezionale?!? Anche in questo caso la patologia è a carico del sistema venoso: Varicocele Pelvico.
La diagnosi viene fatta con un ecocolordoppler transvaginale dinamico e la sua cura è di pertinenza del radiologo interventista.
Niente più “strappamento” ma in 20-30 minuti con la scleroembolizzazione con schiuma le vene varicose sull’utero vengono trattate così come avviene da anni nel varicocele maschile.
I vantaggi sono enormi: niente anestesia, niente ricovero, niente tagli, niente punti di sutura, niente cicatrici. Con risultati migliori e duraturi.
Fortunatamente la medicina è in continua evoluzione.
Credo che solo un approccio che metta il paziente ed il suo problema al centro dell’attenzione di noi medici possa alla lunga essere utile a tutta la società.
Abbiamo il diritto di stare bene ed il dovere di intervenire per curare in modo poco cruento senza far danno.
“Primum non nocere”, me lo ripeto sempre.