Vene varicose e capillari: la cura a Napoli presso il nostro Centro.

Con il termine Insufficienza Venosa Cronica si intende un corteo sintomatologico caratterizzato da stanchezza, prurito, rossore, pesantezza, gonfiore, dolore che i pazienti avvertono alle gambe soprattutto verso la sera; il sesso più colpito è quello femminile (a causa di fattori ormonali specie in gravidanza) e l’età di insorgenza dei sintomi è in età giovanile ma spesso la diagnosi viene fatta con certezza solo dopo anni quando la malattia venosa è già nello stato avanzato e richiede trattamento.

“Dottore ho le gambe pesanti”

Le vene varicose ed i capillari sono più frequenti nei pazienti che svolgono attività lavorative che li costringono sempre all’impiedi (parrucchieri, estetiste, commesse) o sempre seduti (insegnati, impiegati) che quindi non sollecitano con la pompa muscolare il sistema venoso.  Una curiosità: le persone alte soffrono maggiormente di vene varicose e capillari a causa della maggior pressione idrostatica che in questi soggetti esercita il sangue sulle vene;anche in natura avviene lo stesso:le giraffe soffrono di vene varicose mentre i cani no!
La causa principale resta comunque il fattore genetico infatti chi soffre di vene ha quasi sempre qualche parente diretto affetto dalla stessa patologia.

"<yoastmark

"<yoastmark

Fare la diagnosi di Insufficienza Venosa Cronica è semplice con gli strumenti giusti.

Per fare diagnosi di Insufficienza Venosa Cronica è necessario un esame eco-color-doppler per mettere in evidenza i malfunzionamenti delle valvole che sono dei meccanismi all’interno delle vene che impediscono che il sangue torni indietro. Presso il nostro centro eseguiamo sempre un ecodoppler sia all’impiedi che sdraiati per valutare con opportune manovre come il sangue si comporta all’interno del sistema.
E’ stato dimostrato da numerosi studi scientifici come la postura influisca sul sistema venoso: chi ha problemi di appoggio plantare ha molto spesso anche problemi alle vene delle gambe questo perché i muscoli non “pompano” in maniera efficace il sangue verso il cuore. Eseguiamo sempre una valutazione su pedana podoscopica per evidenziare eventuali difetti di appoggio plantare.
Fare diagnosi precocemente è importante in quanto le vene varicose aumentano il rischio di flebiti e trombosi e quindi di embolia polmonare (condizione spesso mortale!), nonché di ulcere che spesso si infettano e diventano dolorosissime.

I nostri consigli in caso di vene varicose

Premesso che un’attenta visita da un medico specialista ed un esame ecocolordoppler sono indispensabili per una diagnosi corretta e per la pianificazione del trattamento.
Di seguito riportiamo alcuni consigli per prevenire e alleviare i disturbi causati dalle vene varicose.

  • Se si svolgono attività che costringono a stare molto tempo in piedi, sollevarsi spesso sulle punte: questo semplice movimento facilita la risalita del sangue dalle gambe verso il cuore.
  • Non restare a lungo seduti con le gambe a penzoloni, come può accadere in aereo o in automobile. Per lunghi viaggi in automobile fare una sosta ogni ora e camminare per qualche minuto.
  • Mantenere una corretta idratazione.
  • Non appoggiare le gambe su sgabelli e non dormire con un cuscino sotto i piedi, perché in questa posizione il ginocchio sospeso nel vuoto blocca la vena poplitea e ne riduce il flusso.
  • D’estate non esporre le gambe al sole diretto e non fare sabbiature. Utile risulta camminare a lungo dentro l’acqua del mare immersi fino al bacino; anche il nuoto è consigliato. È dannoso invece passeggiare sulla battigia facendosi schiaffeggiare le caviglie e le gambe dalle onde.
  • Se costretti a letto da qualche malattia, muovere frequentemente le gambe.
  • Evitare giarrettiere, elastici e gambaletti che ostacolano la risalita del sangue.
  • Ridurre il peso corporeo in eccesso.
  • Non indossare scarpe con i tacchi troppo alti o troppo bassi: in ambedue i casi manca l’effetto pompa della pianta del piede e la circolazione delle gambe ne risente.
  • Preferire la doccia al bagno perché più difficilmente l’acqua calda corrente provoca vasodilatazione.
  • Camminare almeno un’ora al giorno. Nuoto e bicicletta sono le attività fisiche più indicate per chi ha problemi di circolazione.
  • Evitare di fumare e di bere alcolici perché possono ridurre la funzionalità circolatoria.
  • Una dieta ricca di fibre (frutta e verdura) è utile nella prevenzione della stipsi condizione che aggrava anche i sintomi delle vene varicose poichè aumenta la pressione endo-addominale e tende a far peggiorare i reflussi patologici alle gambe.
  • Molto utili sono le calze elastiche a compressione graduale, studiate apposta per chi soffre di vene varicose (ricordiamo che la calza va prescritta dal medico in quanto ci sono condizioni mediche che ne escludono l’indicazione per esempio nella arteriopatia periferica). E’ importante indossarle al mattino restando sdraiati e prima di scendere dal letto.
  • Ricordiamo che è sempre utile fare una visita specialistica in caso di sintomi: soltanto lo specialista può darvi consigli specifici che tengono conto della vostra condizione medica.
vene varicose

Meccanismo patogenetico delle vene varicose

Capillari o teleangectasie: come si trattano?

Il trattamento, NON DOLOROSO, prevede una fase iniziale, in cui si fa il lavoro più impegnativo, cercando di eliminare il maggior numero possibile di microvarici. 
Una fase successiva invece prevede un lavoro di mantenimento, con sedute diradate magari con scadenza annuale.
 In questo modo è possibile raggiungere un risultato estetico molto buono; é invece impossibile pretendere che dopo il trattamento iniziale le microvarici non si formino più. Le iniezioni sclerosanti sono il metodo più efficace di trattamento delle telangectasie.
 Con uno speciale ago molto sottile, monouso,  grazie ad un visore ottico a luce polarizzata che permette di vedere “sotto la pelle” viene inettata nella venula una sostanza che provoca una infiammazione che, guarendo, ottiene la “sclerosi” (ovvero la chiusura) del vaso, e quindi la sua scomparsa. Talvolta si utilizza anche un visore a fibra ottica per vedere le venule più profonde.

Il trattamento è sicuro, efficace ed indolore!

Per questo tipo di vene utilizziamo il polidocanolo a bassa concentrazione sia in forma liquida che in forma di schiuma o mousse. In ogni seduta si iniettano vari capillari fino a raggiungere una certa quantità di farmaco, diversa da paziente a paziente e valutata volta per volta.
Il trattamento sclerosante viene accompagnato da una compressione con bende della zona trattata, e con calze elastiche per tutta la gamba. La compressione rende più efficace la scleroterapia e limita gli inconvenienti (lividi, infiammazione, trombi).
Le telangectasie iniettate non scompaiono automaticamente tutte subito: molte effettivamente spariscono, altre si attenuano, altre ancora rimangono invariate. E’ possibile ripetere le iniezioni nelle vene “resistenti”, avendo sempre la pazienza di aspettare l’effetto.
Ai controlli può essere necessario eseguire delle “trombectomie” ovvero delle piccole punture sui vasi precedentemente iniettati allo scopo di prevenire le pigmentazioni.
 Una gamba può avere bisogno anche di numerose sedute, intervallate da periodi di riposo.
Il trattamento sclerosante è certamente più lungo ma sicuramente più efficace rispetto al laser che può provocare anche “bruciature” dolorose e pigmentazioni cutanee.
Il nostro protocollo prevede sempre un esame eco color doppler dettagliato prima di iniziare qualsiasi trattamento scleroterapico.
Circa il 90% dei pazienti trattati con questo metodo si ritiene soddisfatto o molto soddisfatto con questo trattamento.

Trattamento dei capillari con la scleroterapia

Capillari prima di essere trattati con la scleroterapia

Il risultato della terapia sclerosante, indolore e rapida. Notare la scomparsa sia delle vene verdastre che dei capillari.

Esempi di come avviene il trattamento dei capillari

Qui sotto potete visualizzare 2 video: nel primo utilizziamo il Vein Gogh (siamo uno dei pochi centri in Europa ad avere tale tecnologia); nel secondo invece vi è una dimostrazione di microscleroterapia con liquido.

https://vimeo.com/68864328

https://vimeo.com/69513877

Vene Varicose: cosa sono e come si curano.

“La scleroterapia ecoguidata con schiuma.”

Le vene varicose sono vene che hanno perso il loro normale tono, e che si presentano perciò permanentemente ingrossate, tortuose e con tipici ”nodi”. Il termine più appropriato per indicare questa condizione è ”insufficienza venosa cronica”.

Si manifestano con maggiore frequenza nelle due vene safene: la grande safena che corre lungo la faccia interna della gamba e della coscia, e la piccola che sale lungo il polpaccio fino al cavo del ginocchio. Le vene varicose sono causate dal cattivo funzionamento di particolari ”valvole” situate all’interno delle vene degli arti inferiori che servono per facilitare il ritorno del sangue al cuore.

Il trattamento delle vene varicose oggi è cambiato rispetto al passato: le correzioni chirurgiche in sala operatoria sono molto meno frequenti ed anche auspicabili.

Con la scleroterapia ecoguidata è possibile rimuovere tutti i tipi di vene varicose inclusa la safena interna, appannaggio una volta solo della chirurgia.

I risultati ottenuti finora sono eccellenti ed il 93% dei pazienti trattati con questa tecnica si ritiene molto soddisfatto.

La scleroterapia consiste nell’iniettare nella vena malata una schiuma composta da gas (in genere utilizziamo l’anidride carbonica) ed un farmaco sclerosante , questa schiuma è visibile l’ecografia, che chiude il vaso malato senza bisogno di anestesia né di tagli sulla cute: tutto viene eseguito con delle iniezioni non dolorose. I vantaggi sono evidenti: il paziente può ritornare alla sua attività lavorativa senza bisogno di riposo o degenza come invece succede con altre procedure più invasive.

vene varicose

Come si trattano le vene varicose con la scleroterapia

Con la scleroterapia con schiuma è possibile curare le vene varicose in maniera indolore. velocemente e per sempre. Si torna da subito alla propria attivita senza ricovero e senza intervento.

Prima e dopo il trattamento con la schiuma delle vene varicose con la scleroterapia ecoguidata

La cura dei capillari è possibile con la scleroterapia prima delle vene reticolari sottostanti e poi con la scleroterapiua dei capillari visibili.

Prima dopo scleroterapia con schiuma di una vena varicosa in un uomo. Senza dolore, senza ricovero con ripresa immediata dell’attività lavorativa

transilluminatore per vene

Il transilluminatore VeinLite permette la corretta visualizzazione delle vene reticolari

“La scleroterapia con schiuma con catetere lungo”

Oggi siamo uno dei pochi centri ad utilizzare il nuovissimo kit per la scleroterapia delle safene ideato dal Prof. Cavezzi. Questo è un sistema veloce ed indolore per l’ablazione delle safene in regime ambulatoriale (ovvero il paziente giunge presso lo studio con le “sue gambe” e 1 ora dopo vi esce “con le proprie gambe!”): in pratica si inserisce all’interno della safena un tubicino detto “catetere” con l’ausilio dell’ecografia ed attraverso di questo si inietta la schiuma sclerosante in maniera selettiva e precisa. Non vi è necessità di alcun anestesia ed il trattamento è indolore e definitivo. Con questo sistema abbiamo trattato decine di safene che una volta potevano essere curate solo con la chirurgia.

Il kit per la scleroterapia della safena con catetere lungo ideato dal Prof. Cavezzi

Il kit per la scleroterapia della safena con catetere lungo ideato dal Prof. Cavezzi

Flebectomie ambulatoriali

Talvolta si preferisce intervenire sulle vene varicose con la chirurgia ambulatoriale: si tratta di interventi chirurgici eseguiti in ambulatorio, quindi senza un vero e proprio ricovero, in cui dopo un’anestesia localizzata al segmento da trattare (quindi assolutamente NON anestesia totale e NON anestesia spinale!!) si estraggono le vene attraverso delle microincisioni sulla cute (di pochi millimetri, che non lasciano assolutamente cicatrici) con degli uncini speciali sottilissimi (uncini di Mueller). Il paziente torna alla sua normale attività subito dopo senza dolore e con dei risultati estetici molto soddisfacenti.

Trombosi venosa profonda

Una delle reali emergenze nel nel campo della patologia venosa che deve essere diagnostica quanto prima, senza perdite di tempo perché può portare all’embolia polmonare (gravata da un tasso di mortalità estremamente alto) è la trombosi venosa profonda.
La diagnosi avviene mediante l’esame eco-color-doppler che permette di evidenziare l’occlusione di una vena profonda, in genere la vena poplitea o la vena femorale. In pratica si creano, a livello di tali vene profonde, delle ostruzioni causate da “trombi” (da cui il termine “trombosi”) che non permettono al sangue di defluire correttamente (dando il segno clinico del gonfiore e del dolore) che possono sgretolarsi e “viaggiare” fino ai polmoni andando ad ostruire le arterie polmonari (“piccola circolazione”) e quindi l’embolia polmonare (la morte di parte del polmone per “infarto polmonare”).
Tra i fattori di rischio per trombosi venosa profonda ricordiamo l’immobilità (per esempio durante i lunghi viaggi in treno, aereo o macchina), la trombofilia (uno o più difetti congeniti dei fattori di coagulazione nel sangue), l’insufficienza venosa cronica e le neoplasie.
Il trattamento prevede l’elastocompressione (bendaggi ed utilizzo di calze elastiche), la terapia con dei farmaci che “fluidificano” il sangue (anticoagulanti come l’eparina) ed il trattamento della malattia varicosa.
Questa è una patologia che va attentamente sospettata in caso di dolore improvviso agli arti inferiori, gonfiore e difficoltà alla deambulazione ed una diagnosi precoce evita delle inutili perdite di tempo nell’instaurare una corretta terapia.

Ulcere venose

Si parla di ulcera quando vi è una lesione del tessuto; le più frequenti sono quelle dovute ad insufficienza venosa cronica, le cosiddette ulcere venose.
Si parla di ulcere varicose quando l’insufficienza venosa è superficiale, dovuta alla presenza di vene varicose.
Si presentano per lo più al 3° inferiore della gamba, sulla faccia interna.
In genere nascono come conseguenza di un piccolo trauma, su una pelle spesso già edematosa, arrossata, atrofica a causa della stasi venosa. La ferita non tende a guarire ma anzi si allarga progressivamente.
Talvolta anche una puntura di insetto può portare all’ulcera, perchè il tessuto è “malato” in quanto non riesce a “respirare” a causa del reflusso venoso che crea una ipertensione locale.
Le ulcere possono essere del tutto asintomatiche, ma anche molto dolenti, quando è presente una infezione.
Le ulcere non hanno tendenza spontanea alla guarigione, ma possono guarire soprattutto grazie ad una compressione prolungata e paziente mediante bendaggi e/o calze elastiche.
Sono meno importanti le cure dirette sulla ferita; non esiste infatti la pomata miracolosa che le fa guarire.
E’ fondamentale invece l’azione di spinta sulla circolazione venosa che viene ottenuta con: trattamento delle varici, bendaggio, deambulazione, riposo a gamba sollevata.
Le medicazioni della ferita devono servire ad ottenere l’eliminazione delle parti necrotiche (nere) e dell’essudato infiammatorio (giallo), fino ad ottenere una superficie pulita d’aspetto “sano”, cosiddetto “di granulazione” (rosso). In questa fase scompare il dolore e la ferita comincia a guarire.
Una frequenza settimanale di medicazione è l’ideale per consentire ai tessuti di guarire. Medicazioni più frequenti sono a volte necessarie nelle fasi iniziali (nera e gialla), ma nella fase di granulazione (rossa) sono persino dannose.


La guarigione di un’ulcera richiede pazienza e tempo.

In condizioni favorevoli il tempo richiesto va dai 3 ai 6 mesi. Oltre questo tempo, soprattutto se non sono evidenti dei progressi, l’ulcera può essere considerata “refrattaria” (10% dei casi).
Il trattamento non richiede ospedalizzazione. La medicazione può essere praticata in ambulatorio, in genere settimanalmente. Solo casi particolarmente gravi (5%) necessitano di ricovero almeno iniziale. 
La parte più difficile del trattamento è l’applicazione sulla gamba malata di una adeguata compressione. Questa, oltre che essere efficace nell’eliminare l’edema, deve essere bene accettata dal paziente, consentire una comoda deambulazione, essere facilmente riproducibile dal paziente o dai suoi parenti, ed infine, costare poco.
Presso lo studio pratichiamo una tecnica innovativa detta “TIRS” (Terminal Interruption of Reflux Source) messa a punto dal dott. Ronald Bush di Dayton, Ohio, (USA) che prevede la chiusura del vaso refluente con l’ausilio della guida eco-color-doppler tramite l’iniezione di una “mousse” o schiuma sclerosante, con tale tecnica, ben tollerata e sicura, si ottiene una diminuzione del tempo di guarigione che in media è di 2-3 settimane.
Qui puoi trovare ulteriori approfondimenti sulle vene perforanti che sono spesso la causa delle ulcere venose.

https://vimeo.com/studiomedicogargano/ulcere

esempio di ulcera venosa trattata con scleroterapia in soli 3 sedute presso il Centro Medico Gargano a Napoli

esempio di ulcera venosa trattata con scleroterapia in soli 3 sedute presso il Centro Medico Gargano a Napoli

ulcera venosa

Trattamento ulcera venosa dopo 3 sedute di scleroterapia si trattano le vene varicose ed i capillari.